In arrivo al New Age il gruppo viking-melodic death metal svedese, gli AMON AMARTH!
Formatosi nel 1992 a Tumba (un sobborgo di Stoccolma, Svezia), il gruppo capitanato dal frontman Johan Hegg ha testi ispirati alla mitologia norrena.
Nati col nome di Scum, all'arrivo del cantante Johan Hegg il gruppo cambiò genere musicale (prima suonavano grindcore) e il nome in Amon Amarth, per il quale trassero ispirazione dalla mitologia di J.R.R.Tolkien. Tale nome, nella lingua Sindarin, significa Monte Fato.
Nel 1996 la band pubblicò il demo ‘The Arrival of the Fimbul Winter’. Con l'album ‘Once Sent From the Golden Hall’ del 1998 la loro fama crebbe a livello internazionale, portando successivamente a diversi tour negli USA.
Poco prima dell'uscita del loro album ‘Versus the World’ il gruppo attraversò un periodo critico e fu sul punto di sciogliersi: l'intensa attività promozionale eseguita per ‘The Crusher’ non dava loro tregua e quasi non riuscirono a scrivere le canzoni che sarebbero entrate nel successivo album. Gli Amon Amarth decisero di rispettare l'impegno preso con la casa disografica (e con i fan) e registrare il loro ultimo album. Forse è proprio da questo sentimento di frustrazione che scaturisce la potente rabbia di quello che in origine doveva essere ‘The End’ (commercializzato come ‘Versus the World’).
Il full-lenght ‘Fate of Norns’ presenta innovazioni generali: composto quasi esclusivamente da mid-tempo, si differenzia dai precedenti tre anche per la copertina: mentre le altre rappresentavano rispettivamente un elmo con spada, Thor e il suo martello e un guerriero che pare sfidare il mondo con spada e scudo, la cover di Fate of Norns mostra un'incisione su metallo delle tre dee norrene del destino, le Norne, appunto, su sfondo nero. Disprezzato dalla critica, ha diviso i fan: chi lo riteneva un pessimo album, chi un'opera invidiabile. Si trovarono però tutti d'accordo sul fatto che non fosse che un pallida, vaga ombra della potenza, la rabbia e la perfezione delle precedenti opere.
Con ‘With Oden on our Side’ (settembre 2006) c’è Odino al loro fianco. Gli Amon Amarth riescono a rimediare il passo falso: si tratta di un lavoro eccezionale, incentrato quasi solo (due sole eccezioni) su battaglie, spargimenti di sangue e brutale violenza bellica.
Il 19 settembre 2008 è stato pubblicato ‘Twilight of the Thunder God’, un'opera completa e varia come non capitava da anni. È anche il primo album in cui gli Amon Amarth accettano special guests (benché anche in Versus the World abbiano suonato altre persone, citate all'interno): nell'apertura, (Twilight of the Thunder God) Roope Latvala dei Children of Bodom suona un feroce assolo di chitarra. In Guardians of Asgaard, alla voce di Johan Hegg, profonda e aggressiva come non mai, si alterna quella più raschiante di Lars Goran Petrov, il cantante degli Entombed. Infine, nell'epica Live for the Kill, gli Apocalyptica fanno la loro parte durante l'ultimo minuto, facendo vibrare le corde dei loro violoncelli per la band di Tumba.
Formazione:
Johan Hegg – voce
Olavi Mikkonen – chitarra
Johan Söderberg – chitarra
Ted Lundström – basso
Fredrik Andersson – batteria
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